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WORKSHOP ACQUAVIVA USIP: OLTRE 40 TECNICI PER MIGLIORARE TECNICHE IN MARE E FIUME

WORKSHOP ACQUAVIVA USIP: OLTRE 40 TECNICI PER MIGLIORARE TECNICHE IN MARE E FIUME

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Il Workshop per tecnici di Stand Up Paddle, Kayak e canadese UISP tenutosi a Grosseto lo scorso novembre si conferma sempre più un laboratorio di affinamento e sperimentazione dei percorsi formativi legati alle pratiche sportive di pagaia.

Con il dichiarato obiettivo di declinare i valori della mission associativa UISP – sport ambiente e solidarietà – nelle pratiche dell’Acquaviva si è svolta una full immersion di tre giorni che ha coinvolto complessivamente oltre quaranta tecnici e formatori a cui si sono aggiunti praticanti delle diverse specialità nelle acque marine e fluviali del Parco Parco Regionale della Maremma.
Base operativa, il Centro per lo Sviluppo Sostenibile di Legambiente “il Girasole” di Rispescia:una scelta non casuale, che ribadisce l’attenzione dell’Acquaviva UISP alla valorizzazione e tutela degli ambienti d’acque attraverso una ragionata e sostenibile fruizione sportiva del territorio.

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Il workshop nazionale diviene perciò un momento di incontro per conoscere ed armonizzare tra loro le diverse esperienze tecniche e didattico metodologiche tra le attività disciplinari, coordinate dai formatori di settore. canoa canadese, kayak e Stand Up Paddle sia nella versione marina che fluviale.

Negli incontri sulle aree tematiche comuni una rappresentanza di Atleti Speciali ha illustrato le particolari esperienze del coordinamento canottaggio nel costal rowing allargato alle persone con disabilità intellettive e relazionali.
Altri interessanti approfondimenti hanno riguardato le modalità operative per estendere le attività all’ambito scolastico, un tema sentito e complesso.
Tra i formatori, significativa la presenza di Raymond Varraud, storico fondatore del settore marino della Lega Canoa Kayak UISP; Giovanni Mortin, mestro di kayak fluviale, Livio Bernasconi Tecnico formatore di Canadese, Antonello Pontecorvo, maestro di Kayak marino e Maurizio Zaccherotti Tecnico formatore Stand Up Paddle.

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Quest’ultimo ha tenuto un workshop di due giornate: la prima in mare approfondendo le tecniche di pagaiata in flat water e le manovre fondamentali di virata e pagaiata; la seconda giornata, completamente in fiume di WW I (primo grado – Ombrone) approfondendo il tema della tecnica di pagaiata senza deriva, entrata in corrente e in morta comprese alcune tecniche di autosalvamento e assistenza river SUP.

A dimostrazione della crescente attenzione verso questa disciplina, la partecipazione di oltre venti istruttori nazionali di canadese e kayak fluviale interessati a maturare i fondamentali di Stand Up Paddle per poter affrontare in sicurezza navigazioni fluviali.

I Prossimi appuntamenti che vedranno impegnato Zaccherotti come Tecnico Formatore per la sezione River SUP aperti a tutti saranno:
– 4 marzo 2018 Sentieri Blu in Mugello e Valdisieve – Evento di promozione degli sport Rafting, Kayak, Sup nei territori del Mugello de della Valdisieve (FI) sul fiume Sieve (WW II)
– 7/8 aprile 2018 Vivifiume Ombrone (Gr) – Evento di promozione del fiume Ombrone attraverso lo sport: stand Up Paddle, Kayak, Rafting, Trekking, MTB ed Equitazione.

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 Intervista a Maurizio Zaccherotti – Tecnico Formatore Stand Up Paddle UISP

Dal 2010 si occupa di educazione agli sport acquatici soprattutto con il comparto junior della UISP, dal 2013 ha strutturato assieme ad altri colleghi dell’Associazione Terramare (www.terramareitalia.it) il Centro di Formazione Permanente per lo Stand Up Paddle e il SURF a Grosseto attivando annualmente dei corsi di formazione per tecnici base. Dal 2014 dopo alcune esperienze formative maturate in California, diviene Responsabile Nazionale UISP per le discipline del SUP e del SURF e conta di aver pagaiato in versione stand up circa 1.400 miglia tra mare e fiume in varie condizioni meteoclimatiche.

 Il workshop Acquaviva UISP ha evidenziato l’importante ruolo rivestito dallo Stand Up Paddle nelle discipline di pagaia e soprattutto nella sua versione “river” perché?

Lo Stand Up Paddle rappresenta il punto d’incontro delle storiche discipline di pagaia con l’aggiunta di essere “la novità” che ti permette di navigare da un’altra prospettiva, quella più naturale per l’essere umano: lo stare in piedi, oltre ad essere a livello posturale la situazione più corretta, è una evidente posizione di dominanza rispetto a ciò che stiamo facendo e permette a chi pagaia di avere una visione completa e precisa dello specchio d’acqua da navigare, quindi aumentare i livelli di sicurezza soprattutto per quanto riguarda la navigazione in fiume.

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Perché così tante persone compresi istruttori affermati di altre discipline si stanno avvicinando allo Stand Up Paddle?

Lo Stand Up Paddle è una disciplina che inizialmente è alla portata di tutti, bastano poche regole e un po’ di equilibrio per approcciarsi a questo sport. Le nuove attrezzature poi aiutano sicuramente il neofita a migliorarsi per la facilità con cui è possibile manovrare tavole e pagaie sempre più leggere, con alta galleggiabilità e robustezza. Le cose si complicano un po’ quando vogliamo approfondire le modalità di pagaiata e di conduzione in acque mosse sia su onda che in fiume. In particolare nella versione river, il SUP assume un carattere tecnico molto elevato che stimola anche i più bravi maestri di altre discipline di pagaia, interessati a prendere lezioni per cominciare una nuova avventura di navigazione in fiume.

Quali sono le più frequenti richieste di apprendimento durante i momenti formativi?

Sicuramente la tecnica di pagaiata e i fondamenti di sicurezza. Nel panorama dello Stand Up Paddle esistono molti bravi atleti che ancora oggi mostrano delle lacune in merito a tecnica di pagaiata, spesso sporca, troppo forte e poco efficace. Soprattutto per chi proviene dal mondo del surf, la pagaiata risulta essere la tecnica meno sviluppata, che rende la navigazione e la surfata sicuramente più complicata. Per non parlare delle problematiche connesse alle articolazioni della spalla e del gomito che spesso sono compromesse per il semplice effetto di una pagaiata sbagliata che non viene corretta.

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Perchè come UISP non organizzate competizioni per la disciplina Stand Up Paddle?

Il Sup, come le altre discipline, per noi di UISP sono un semplice strumento per conoscere il territorio, fare squadra, prendersi cura dell’ambiente e fare inclusione sociale. L’aspetto agonistico sinceramente a noi interessa veramente poco. Ci interessa invece creare sempre più momenti formativi per migliorare le tecniche e far capire che lo Stand UP Paddle, applicato alla navigazione fluviale e alla surfata, non è cosa così banale e necessita di studio, allenamento ed esperienza che si accumula solo praticando, pagaiando, scendendo fiumi, surfando, settimanalmente, tenendo sempre in considerazione l’aspetto sicurezza e soprattutto confrontandosi con gli altri durante i momenti formativi.

Quale sarà lo scenario futuro per lo Stand Up Padlle?

E’ un libro già scritto, il SUP rappresenta la rivelazione dello sport di pagaia, soprattutto del praticante medio che intende migliorare e affrontare navigazioni più complesse sia in mare che in fiume. L’aspetto ludico è già assicurato, basta osservare i litorali europei negli ultimi due anni per rendersi conto che il SUP è ovunque. Rimane però una considerazione da fare: troppo spesso vedo dare in affitto tavole a neofiti che non hanno nessuna padronanza della tavola e spesso senza essere dotati di giubbotto salvagente e/o leash. Questo aspetto oltre che rappresentare un rischio oggettivo per il praticante, rappresenta un fattore di rischio per la disciplina in se che se coinvolta in episodi drammatici può essere screditata nel panorama delle discipline acquatiche con la connotazione di non essere “sicura” quando noi sappiamo che invece è tutto l’opposto, vedi nuove tecniche di SUP Rescue.

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